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Shadowboxes

It was an exhibition of Joseph Cornell’s shadowboxes at Art Basel that first sparked my desire to create my own. I was instantly captivated by Cornell’s work—mesmerizing, beautiful, and mysterious. My creative process always begins with an inspiring image, which can be ignited by a photograph, a word, an event, a play, a poem, a person, or any meaningful element. From that initial spark, I gather objects to be assembled within the confines of a box. At times, the objects themselves determine the shape or style of the box, while other times the box inspires the selection of objects. I find boxes inherently inspiring, even when empty. My process may unfold through careful planning or arise spontaneously, pending on my moods.

​Fu una mostra delle shadowboxes di Joseph Cornell ad Art Basel che suscito’ il desiderio di crearne di mie. Rimasi subito affascinata dal lavoro di Cornell: ipnotico, evocativo, armonioso e misterioso. Il mio processo creativo inizia sempre con un’immagine ispiratrice, che può essere fatta scattare da: una fotografia, una parola, un evento, una pièce teatrale, un luogo, una poesia, una persona o qualsiasi altro elemento che ritengo significativo. Da questa scintilla iniziale, raccolgo oggetti da assemblare all’interno dei confini di una scatola, essa sia d’esposizione, una teca o una bacheca. A volte sono gli oggetti stessi a determinare la forma o lo stile della scatola, altre volte invece è la scatola stessa a suggerire la scelta degli oggetti. Trovo che le scatole, in generale, siano intrinsecamente ispiratrici anche vuote. Il mio lavoro puo’ svolgersi attraverso una pianificazione attenta oppure nascere in modo spontaneo, a seconda dei miei umori.

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Shadowboxes photographed by Jesse Henderson, West Palm Beach  

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